Imparare a divulgare per far crescere l’azienda

Qualche sera fa ho avuto il piacere di conoscere personalmente Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale, uno di quelli definiti dal New Yorker,  uno dei “World Chagers“, ovvero le persone in grado di cambiare il mondo. La Repubblica lo ha annoverato tra i 20 italiani in grado di cambiare la vita all’umanità.
Stefano dirige il Laboratorio Internazionale di Neuro biologia  (Linv) con sede a Firenze, ma presente anche  in Cina, Stati Uniti e Francia. Non basta: è professore ordinario nel Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente  dell’Università di Firenze e membro dell’accademia dei Georgofili.

La lista dei suoi libri è talmente lunga che davvero faccio fatica a proportela. Forse vale la pena iniziare da “Verde Brillante“, un libro che nel 2013 ha ottenuto il Premio nazionale per la divulgazione scientifica dell’Associazione italiana del libro. Ma se vuoi puoi anche guardarti il suo intervento al TED Global del 2010. Un video che, da solo ì, ha fatto più di 1 milione di visualizzazioni.

 

Ma cosa centra il lavoro di Mancuso con la mia azienda, il mio lavoro, dirai tu?
È presto detto.

Mancuso non è solo un geniale scienziato che rivela al mondo straordinarie scoperte sull’intelligenza delle piante, è anche uno ottimo divulgatore scientifico. Una caratteristica che fa di lui non solo un portatore di conoscenza fuori dal comune, ma anche un comunicatore capace di rendere disponibile, affascinante e desiderabile, una materia che. in realtà, è tutt’altro che facile da digerire, la Neurobiologia, appunto.

Un divulgatore è quindi colui che riesce a conquistare il pubblico rendendo facile, emozionante e persino divertente degli argomenti che, se non fosse bravo a comunicarli, sarebbero noiosi persino per gli appassionati del settore. L’etimologia della parola stessa, divulagre, sta a significare: “parlare al popolo”, rendere pubblico.

Capisci dove voglio andare a finire?
Bene, quindi ecco perchè anche noi, anche tu, chiunque abbia un lavoro, un’azienda dovrebbe orientarsi alla divulgazione.
È la divulgazione, la capacità di raccontare che consente di rendere un argomento qualcosa che vogliamo approfondire a tutti i costi, che innalza l’asticella della nostra reputazione e crea “fan” o ambasciatori del nostro servizio, lavoro, prodotto o brand.

Che tu faccia viti e bulloni o venda servizi per le aziende, che tu venda al dettaglio o faccia carta da macero, quello che ti può fare emergere nel tuo mercato di riferimento è il lavoro che fai a livello di divulgazione. Tutti hanno molto da imparare rispetto al tuo lavoro. Tutti hanno dei contenuti e tutti hanno materiale su cui fare istruzione, divulgazione, persino intrattenimento.

Se pensi che non sia così pensa a come è cambiato il modo di raccontare cose che la mia generazione ha sempre reputato noiose e pesanti come la storia, la fisica, la biologia, la meccanica o la chimica. Da quando esiste il National Geographic Channel, History Channel, Discovery e tutti i canali tv dedicati alla divulgazione, il nostro modo di apprendere è completamente cambiato.

Oggi i clienti non vanno persuasi, almeno non nel senso anni ’90 del termine, vanno, piuttosto, istruiti, coinvolti nell’apprendimento di quelle che sono le soluzioni migliori ai loro problemi.

Nel mio mestiere, nel mondo della comunicazione, questo approccio si chiama “Educational Marketing“, ovvero: il marketing dell’istruzione, della divulgazione. Tu diventi quello che insegna ai suoi clienti
Non ti sto dicendo che dovrai trasformarti in un novello Piero Angela, ma di sicuro se vuoi tirarti fuori dalla massa di quelli che comunicano tutti allo stesso modo, o che non comunicano, dovrai trovare il tuo modo, il tuo stile e le tue risorse. Se poi riuscirai a farlo strappando anche un sorriso, allora avrai vinto tutto.

Max Furia
5 ottobre 2017
Strategie di comunicazione